Sono tornato. Si, sono tornato a casa.

Sin dal primo sguardo, New York mi è apparsa come la credevo.

Grattacieli mille volte ammirati  e ponti mille volte attraversati, lo scorrere del traffico e delle mandrie di taxi , lo sguardo commosso di fronte la Statua

e le immense tragedie di Ellis Island, sofferenza  alla vista dello skyline orfano, colazione e shopping sulla 5a Avenue,  corse al Central Park, scrutare la città

con King Kong, fiumi di umanità scivolare nella Grand Station, la casuale e confusa attraversata senza scontri a Times Square,

il ballo senza freni alle voci di Harlem, la stanca metro del Bronx, lunghissime strade numerate, est e ovest e creare svago con una storia breve

e con una svolazzante Mary Poppins nelle vie di Broadway, passeggiare senza sosta nella storia del cinema, trovare un posto nella storia di una portaerei

ma altre e profonde sorprese  hanno però investito i sensi come la grandiosità della città verticale e poi fumi e spezie dei carretti di vivande,

la volontà di dominare il meteo, i suoni incrociati per la nostra tutela, uno slang difficile da ascoltare ma facile da parlare.

Una città che accoglie ed è sempre sveglia, dal primo impatto di  profonda vertigine

Queste che vedete sono i flash di una splendida avventura......stay with us .......               vai sulle immagini